


PREMESSA:
In data odierna ricevo e pubblico una mail privata da Edgar Meyer, portavoce dell'Associazione GAIA in merito ai nostri rispettivi punti di vista sulle adozioni dei cani all'estero e sul nostro operato in merito alla tutela e benessere degli animali.
Con il suo permesso scritto, senza arrogarmi il diritto di postarne il testo senza autorizzazione, divulgo il suo pensiero, le sue domande e le mie risposte.
Risposte che vengono offerte al pubblico lettore e che sono il mio pensiero, il mio punto di vista, e non l'invito ad una polemica per tutti coloro che avranno volontà e pazienza di leggere questo testo.
Negli ultimi tempi sembra essere calato un sipario fitto sulla libertà di parola e di espressione, quindi ritengo che, seppur avversi, si debba dialogare nel rispetto reciproco di un modo di pensare differente.
Questo articolo ha come unico scopo l'essere non " di parte" ma il confronto di due modi differenti di pensare e di concepire la realtà in merito al benessere animale.
Ultimamente si sprecano le mail di diffida sul contenuto di un articolo che va in netta opposizione di pensiero con un modus operandi ideologicamente da me non condivisibile, e si sprecano anche gli "inviti" poco garbati e antidemocratici di "soppressione" degli stessi solo per divergenze di punti di vista.
Se vogliamo essere civili, perorare una causa, rendere pubblica una nostra idea, l'ultimo modo per fare questo è fomentare una guerra webbiana.
Non è con una guerra che si otterranno traguardi. Non ai livelli attuali.
Tiziana Paghini
Questo è il testo della mail ricevuta con gli omissis d'obbligo:
From: edgar.meyer@*********
Date: 20/12/2009 18.07.59
To: tiziana@*************
Subject: Blog e Adozioni internazionali di cani
Gentile Tiziana Paghini,
una volontaria di un’associazione animalista mi ha girato alcuni interventi sul suo blog, che non conoscevo, nel quale -senza saperlo- vengo chiamato in prima persona in causa a proposito di adozioni internazionali di cani.
Provo a risponderle, sperando Le possa interessare.
A me “piace questa cosa strana”, come chiama lei le adozioni internazionali, per svariati motivi. Eccone qualcuno (a parte che “la cosa” non è strana ma chiara e trasparente tanto che con l’associazione Diamoci La Zampa la promuoviamo alla luce del sole sul nostro sito):
Sono di nazionalità italo-tedesca (nato, vissuto e laureato in Italia) da madre italo-svizzera e padre tedesco. Mi ritengo cittadino europeo e conosco bene le varie realtà e culture. Specialmente realtà e cultura riguardante i diritti animali, che in Germania e in genere nel Nord Europa è molto più progredita che in Italia – purtroppo. Solo un esempio: in Germania la sterilizzazione è una assoluta norma (da noi un’eccezione) e il randagismo sostanzialmente sconosciuto, mentre noi abbiamo ca. 800.000 cani vaganti (dati dell’Università La Sapienza di Roma) concentrati prevalentemente in Centro e Sud Italia. Potrei fare decine di esempi, ma mi fermo qui. Mi creda: le due realtà sono purtroppo molto molto distanti e uno dei miei sforzi, come giornalista, come professionista (sono stato per 5 anni responsabile dell’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano e ho contribuito a costruire la più vasta rete di U.d.a. comunali presenti in Italia: 38 sul territorio della Provincia di Milano) e come volontario del movimento animalista, è quello di far avvicinare il modello italiano a quello tedesco.
Chi ha visto con i propri occhi la realtà tedesca (e non parla solo per sentito dire, errore di superficialità in cui purtroppo cadono troppi animalisti) sa che non esiste sovraffollamento nei canili tedeschi: non esistono canili lager con 800 / 1000 cani come da noi!!!!! Quando un’associazione tedesca dice che i loro canili sono sovraffollati intende dire che hanno in gestione più di una cinquantina di cani…ecco un’altra differenza tra le due realtà. Un Tierheim (che tradotto alla lettera significa Casa (Heim) degli animali (Tier) può ospitare sì 800 animali, come il Tierheim di Amburgo, ma di questi 600 sono uccelli recuperati e da recuperare, un centinaio animali vari da cortile (oche, asini ecc) e solo un centinaio i cani, di cui vari provenienti da Grecia e Spagna, dove erano condannati a morte! Perché nel nord-Europa è “normale” occuparsi di TUTTI gli animali in difficoltà, non solo di cani e gatti. Per cui esistono strutture efficienti e i cittadini sanno a chi rivolgersi…da noi i CRAS – centri recupero animali selvatici sono invece una rarità assoluta e soprattutto nascosta e sconosciuta ai più. Tornando ai cani, ho visto animalisti tedeschi di lunga esperienza piangere in visita presso canili italiani (del Nord, tra l’altro) convenzionati con strutture pubbliche: non avevano mai visto cose del genere nel loro paese.
Il viaggio in Germania o in Svizzera non è più stressante di quello di qualsiasi cane con il proprio “padrone” quando va in vacanza. Se il cane è in pessime condizioni, come ad es. quelli del canile di Rieti, viene rimesso in sesto dall’associazione Diamoci La Zampa a Milano prima di affrontare il viaggio. Questo, per un’associazione di tutela animale, è talmente un’ovvietà che spiace dover essere costretti a sottolinearlo.
I cani che “mandiamo” in Germania o Svizzera non vanno in canili bensì in case – famiglia, là molto diffuse (altra differenza…), oppure direttamente alla famiglia adottiva. Le Associazioni tedesche gemellate da anni con Diamoci La Zampa fanno severi e accurati controlli pre e post adozioni. Si tratta di associazioni organizzate, precise, rigorose nei controlli, rigide nella scelta delle famiglie, talvolta (a mio giudizio) eccessivamente severe. “Tedesche”, per l’appunto. Lontane dal modello organizzativo più tipico delle associazioni italiane, non escluse quelle nelle quali milito, piene di buon cuore ma anche talvolta di improvvisazione.
L’Associazione Diamoci La Zampa ha le certezze che i cani affidati sono in buone mani. Il nostro lavoro di volontariato, faticoso e dispendioso in termini economici e di tempo, comprende quello delle strettissime relazioni con i volontari tedeschi e svizzeri: mail quotidiane, telefonate, viaggi, riunioni. Chi vuole avere altrettante certezze, non ha che da fare la stessa cosa. Lavorare assieme e fare fatica assieme. Divulgare ai quattro venti liste di nomi e di indirizzi privati di famiglie adottive, lo si dovrebbe sapere, è un reato – sia per la legge italiana sia per la legge tedesca. Semplicemente, non si può fare. Non lo possono fare e non lo fanno i canili pubblici, non lo possono fare e non lo fanno i rifugi privati, non lo possono fare e non lo fanno le associazioni che adottano solo a famiglie italiane (c’è qualcuno che lo fa?), non lo possono fare e non lo fanno le associazioni che adottano cani sia in Italia sia all’estero con le adozioni internazionali. Noi ci fidiamo dei volontari delle associazioni tedesche consorelle esattamente come normalmente ci si fida tra volontari italiani che si conoscono da anni: perché si lavora assieme, fianco a fianco, perché ci si conosce, perché si condividono ansie e gioie ecc ecc. E’ buffo scoprire che un volontario di Catanzaro si fida del controllo postaffido di un volontario di Bologna (se lo conosce bene) ma non ci si può fidare da Milano di un volontario di Francoforte o di Zurigo (che si conosce altrettanto bene)…
Ora avrei io qualche domanda per Lei
- Da anni in Italia una minoranza di animalisti si batte -senza mai essere andata a fondo della cosa- contro le adozioni internazionali che si definiscono “esportazioni”, “commercio” ecc. coinvolgendo, nel cupo gridare “al lupo al lupo”, anche cittadini ignari, che comprensibilmente rimangono sconcertati da queste accuse. Mai però è successo che a queste voci infondate siano seguite azioni concrete. Se qualcuno ha in mano, oltre che “timori”, prove reali e concrete di illegalità, faccia per favore denunce mirate e precise: si colpisca durissimamente chi agisce in malafede. Saremmo i primi ad unirci a tali denunce. Perché non si fa e ci si limita a lanciare vaghi sospetti?
- Tanto fervore contro le adozioni internazionali. Molto meno fervore e molte meno parole vengono usate da questi animalisti nel chiedere la fine dell’importazione di cuccioli dall’Est: questa sì un’orrenda speculazione (gestita da commercianti e non -come le adozioni internazionali- da associazioni di volontariato animalista) che causa la morte di moltissimi cuccioli. Perché non concentrare maggiormente l’impegno su questo tema reale, per chiedere un mutamento di normativa, visto che qui le prove ci sono?
- Se è vero che le leggi per la tutela degli animali da noi sono all’avanguardia (qualcuna ho contribuito a farla approvare anch’io, anche come membro della Consulta della Regione Lombardia per la prevenzione del randagismo), non cosi è la realtà, che specialmente al Sud -ma non solo- ci pone a livello terzomondista. Non ha mai visitato, sig.ra Tiziana, alcuni canili di Sicilia, Campania, Calabria, Puglia ecc? Ha mai visitato, in tutta la penisola, canili pubblici dati in appalto a persone senza scrupoli? Ha mai visto la miseranda vita / morte di quei poveri esseri senza futuro? Noi siamo bombardati da appelli disperati. Come si può ignorarli e preferire seminare dubbi contro associazioni animaliste che da oltre 20 anni sputano sangue per soccorrerli?
- La realtà disperata di questi poveri animali è una certezza. Non sono “dubbi”. Perché tanto accanimento sulle adozioni internazionali? Per fugare i propri dubbi è sufficiente entrare seriamente nel meccanismo. Se i dubbi (come sono) risultassero infondati? Non è profondamente ingiusto negare la possibilità di trovare una famiglia adottiva (anche se in “terra straniera”) a tanti cani che in Italia (terra matrigna) non la troverebbero mai? Meglio lasciarli marcire nelle centinaia (sono ca. 300 secondo una mia recente inchiesta pubblicata sulla rivista Quattrozampe) di canili lager?
- Diamoci La Zampa in oltre 20 anni di disperata attività ha contribuito a far adottare ca. 7.000 cani: il 95% di essi in Italia ma il 5% anche all’estero. Sono pochi, pochissimi, a fronte dei ca. 1.600.000 cani (dati LAV) che languono dietro le sbarre dei canili. Un milione e seicentomila ergastolani senza colpa. Non numeri, esseri viventi. A cui, se si riesce, Diamoci La Zampa, Gaia Animali & Ambiente e moltissime altre associazioni provano a dare una nuova speranza di vita. E poco importa se è a casa di Franz Klammer invece che di Toni Esposito. Una frontiera, per noi, non rappresenta il Male (meglio rappresentato dalle frontiere mentali). L’importante è che ci sia una casa. Una famiglia. Un “branco”. E non un lurido box di canile. Lei, oltre che seminare dubbi, per questi un milione e seicentomila di disperati, si adopera producendo adozioni, vero?
Per il bene dei cani sarebbe auspicabile la collaborazione, e non la lotta, tra chi si occupa di diritti animali. Per concentrarci sui veri nemici: cacciatori, vivisettori, maltrattatori, abbandonatori. C’è talmente tanto da fare che, a mio modesto avviso, è un delitto perdere tempo in tutto ciò che non arriva all’obiettivo.
Saluti cordiali.
Edgar Meyer
portavoce Diamoci La Zampa
www.diamocilazampa.it
www.gaiaitalia.it
COME DA ACCORDI PRESI PRIVATAMENTE, ECCO LA MIA RISPOSTA AGLI INTERROGATIVI DI EDGAR MEYER -IN CHIARO LE SUE DOMANDE, IN GRASSETTO LE MIE RISPOSTE PUBBLICHE:
*** Da anni in Italia una minoranza di animalisti si batte -senza mai essere andata a fondo della cosa- contro le adozioni internazionali che si definiscono “esportazioni”, “commercio” ecc. coinvolgendo, nel cupo gridare “al lupo al lupo”, anche cittadini ignari, che comprensibilmente rimangono sconcertati da queste accuse. Mai però è successo che a queste voci infondate siano seguite azioni concrete. Se qualcuno ha in mano, oltre che “timori”, prove reali e concrete di illegalità, faccia per favore denunce mirate e precise: si colpisca durissimamente chi agisce in malafede. Saremmo i primi ad unirci a tali denunce. Perché non si fa e ci si limita a lanciare vaghi sospetti?
R: IN PRIMIS:
Urge la premessa che la sottoscritta NON FA PARTE DI NESSUNA ASSOCIAZIONE ANIMALISTA E/O FAZIONE POLITICA. INOLTRE, URGE SPECIFICARE PER L'ENNESIMA VOLTA CHE LA SOTTOSCRITTA NON SARA' MAI DA CATALOGARE COME APPARTENENTE AD UNA DELLE DUE CATEGORIE CITATE. In risposta a Meyer aggiungo che anch'io ho origini tedesche da parte di mio padre e che mio marito ha più volte rimarcato la civiltà del Nord Europa a paragone dell'Italia stessa, essendo di " adozione" Nord Europea. Detto questo, si sottolinea che io mi muovo unicamente come cittadina italiana rispettosa delle leggi e porto al pubblico lettore le mie impressioni, le mie personali esperienze, il mio punto di vista e/o pensiero senza fregiarmi di far parte di qualsivoglia gruppo animalista o movimento politico. TUTTO E' TRASPARENTE E SFIDO CHIUNQUE A DIMOSTRARE IL CONTRARIO.
Ora, il mio pensiero si sviluppa attraverso una miriade di denunce che si rincorrono da anni attraverso il web e che portano in primo piano la realtà del trasferimento dei nostri cani e gatti dall'Italia all'estero. Denunce che non portano con unicamente una sigla animalista ma dei veri e propri blitz portati ai cittadini come testimonianze da parte dei Nas, della Forestale, dei Carabinieri, della Polizia, e addirittura di persone semplici ma, disgraziatamente per loro, vittime di sottrazione dei propri animali per destinazione ignota. Per ovvie ragioni, al momento non posso pubblicare senza consenso scritto i nomi di queste persone, che se vorranno potranno eventualmente in futuro chiedere la pubblicazione di un articolo in merito alla loro esperienza stessa. Naturalmente io sono a disposizione di ulteriori testimonianze purchè avvalorate da fonti e documentazioni valide, al fine di portare alla luce una realtà che adesso non deve essere vissuta come un attacco ad Edgar Meyer stesso o alla sua Associazione ma al trasferimento degli animali dall'Italia all'estero. Le prove reali, purtroppo Sign. Meyer ci sono, e se anche nulla hanno a che vedere con la sua persona o l'Associazione che rappresenta, sono comunque testimonianze che vanno ad avvalorare i miei dubbi sulle adozioni estere. A questo si possono aggiungere i molteplici appelli/articoli che già dalla seconda metà degli anni 90 hanno preso piede tra la stampa e il web stesso. Quindi, in virtù di questo è normale pretendere chiarezza e avere dubbi laddove questa è buio pesto. Se così non fosse, la preoccupazione e le testimonianze che sono state protagoniste di molti servizi giornalistici non avrebbero motivo d'esistere. In secundis, Sign. Meyer, viene difficile a tutti noi, contrari alle adozioni estere ma aperti al dialogo costruttivo, credere in adozioni miracolose senza poterne avvalorare la veridicità, poichè come lei stesso sottolinea, i nominativi degli adottanti sono privati. Renderli pubblici è reato. Questo, in assenza di volontari pronti a mostrarsi pubblicamente con nome e cognome, riduce il tutto ad un'unica traccia: quella del trasferimento dubbio.
Seppur questa espressione è cattiva, si deve essere onesti con Dio ed ammettere che senza un riferimento certo, una controprova tangibile, il legittimo dubbio si fissa nella mente delle persone come un marchio a fuoco. A questo punto, converrà con me che viene difficile al cittadino formulare un'accusa certa senza certezza dall'altra fonte.Una sorta di strada a doppio senso ma che in entrambe le direzioni trova un fondo chiuso. Se tutto fosse chiaro e lampante, non ci sarebbero tentennamenti o comunque sarebbero limitati al singolo e non estesi alla massa. Vedere con i propri occhi un animale da adottare in Italia e poi constatare che questi risulta già prenotato all'estero fa sorgere dubbi in qualsiasi persona. Questa affermazione non vuole accusare Lei o la sua Associazione di nulla, tuttavia è chiaro che in un panorama simile, l'attacco nasce spontaneo se non ha elementi validi di riferimento. Personalmente ho chiesto chiarimenti in merito a molti volontari, ma le mie mail sono sempre state ignorate.
*** Tanto fervore contro le adozioni internazionali. Molto meno fervore e molte meno parole vengono usate da questi animalisti nel chiedere la fine dell’importazione di cuccioli dall’Est: questa sì un’orrenda speculazione (gestita da commercianti e non -come le adozioni internazionali- da associazioni di volontariato animalista) che causa la morte di moltissimi cuccioli. Perché non concentrare maggiormente l’impegno su questo tema reale, per chiedere un mutamento di normativa, visto che qui le prove ci sono?
R:
Naturalmente per questa risposta circoscrivo il pensiero e l'esperienza unicamente a me stessa, non essendo portavoce di nessuno.
In merito a questa domanda a me posta, posso tranquillamente affermare che la mia piccola 'battaglia' non si è MAI LIMITATA all'argomento delle adozioni estere e non ha mai privilegiato una sola categoria per quel che riguarda la tutela e il benessere animale.
Sui miei blog, se letti attentamente, si potranno trovare moltissime cause perorate e sentite. Dal traffico illegale degli animali, al maltrattamento, all'uso 'commerciale', a quello alimentare degli stessi! Non ultima quella sul traffico illegale dei cuccioli dall'Est. Certo è che, ancora una volta, mi vedo costretta a puntualizzare la mia posizione di PRIVATO CITTADINO NON LEGATO AD ASSOCIAZIONI o contro le stesse e contro le Istituzioni. Doveroso è ricordare comunque che le Istituzioni e associazioni vengono poste in 'campo' proprio a limare questo doloroso e vergognoso spigolo di traffico illegale di esseri senzienti. Anche qui, Sign. Meyer, converrà con me che ciò che può fare un cittadino qualunque senza adesioni valide è molto, molto, molto limitato.
Inutile porre l'accento su tutti coloro che, pur dichiarandosi animalisti vivono con disprezzo un'adozione di un cane da un canile o di un gatto da un gattile, prediligendo a questi il famoso quanto triste 'cane' o 'gatto' di razza. Scusi, ma io non mi sento appartenente a questi gruppi impellicciati, impomatati, predicanti bene e razzolanti male. Ho sempre adottato animali in condizioni di salute molto precarie, non ultimo un cane spacciato come tale e proveniente dal 'famigerato' canile Dogmar di San Genesio ed Uniti in provincia di Pavia.
Un cane senza 'referenze', che stando a ciò che è ancor oggi viene pubblicato con grande risonanza dal web, arriva da un "lager".
Bene, né io né mio marito ci siamo posti il dilemma di cosa avremmo portato a casa! Il tutto era a scatola chiusa e veniva concettualmente concepito in virtù di ciò che veniva e viene veicolato via web. In sostanza, un terno al lotto. Ma non ci interessava sapere le condizioni del cane, e ci ha risollevato il morale aver capito che il nostro Ares non proveniva da quello che in troppi definiscono canile lager! Ares, il nostro grande cucciolone dal carattere d'acciaio, arriva sì da un canile, ma non certo da un lager! Non arrivava dal Trump Plaza, ma non arrivava neppure da Auschwitz. Mi spiace risollevare un argomento a molti scomodo e che avevo intenzione di non riesumare più, ma questa è la verità, e poco confida quest'ultima, seppur avvalorata con nomi e cognomi, nella fortuna o nella sfortuna degli adottanti. Qui non è questione di fato ma di oggettività. Questo cane sta bene, e a questo proposito ho pubblicato tutto il possibile, ma nessuno ha voluto credermi. Forse era più facile e utile illudersi del contrario. Ma quali potevano essere i miei utili? Nessuno! Io non sono MAI scesa a patti con nessuno, e mi ha addolorato molto il fatto che, una volta interpellato, il Sindaco di San Genesio ed Uniti, responsabile del canile Dogmar, non abbia voluto accogliere la mia testimonianza e quella di mio marito. Testimonianza scritta, firmata, spedita in raccomandata e in mail e che non ha mai avuto fine alcuno se non il benessere degli animali. Dopo quattro anni abbondanti di permanenza in Dogmar, questo cane non ha problemi particolari a sgambare o ad adattarsi al nostro ambiente. E' un cane sano, sia da un punto di vista psicologico che di salute. Questo cane ha vissuto quasi tutta la sua vita in un canile che tutti definiscono un lager, eppure
Dettagli? Forse. Certo è che abbiamo sempre adottato animali provenienti da situazioni apparentemente assurde e, con molta volontà e amore -purtroppo uscendone perdenti- li abbiamo cresciuti e inseriti nel nostro contesto familiare. Amore è sempre sacrificio. Questo non è solo un motto, ma la nostra filosofia di vita sia da esseri umani che da 'animali'.
*** Se è vero che le leggi per la tutela degli animali da noi sono all’avanguardia (qualcuna ho contribuito a farla approvare anch’io, anche come membro della Consulta della Regione Lombardia per la prevenzione del randagismo), non cosi è la realtà, che specialmente al Sud -ma non solo- ci pone a livello terzomondista. Non ha mai visitato, sig.ra Tiziana, alcuni canili di Sicilia, Campania, Calabria, Puglia ecc? Ha mai visitato, in tutta la penisola, canili pubblici dati in appalto a persone senza scrupoli? Ha mai visto la miseranda vita / morte di quei poveri esseri senza futuro? Noi siamo bombardati da appelli disperati. Come si può ignorarli e preferire seminare dubbi contro associazioni animaliste che da oltre 20 anni sputano sangue per soccorrerli?
R:
No, Sign. Meyer, non ho mai visitato i canili del Sud Italia. Mi sono bastati i video che ho potuto visualizzare su Youtube, le testimonianze, i dati orribili... Mi limito alla miseranda vita dei canili del Nord, che, a mio avviso debbono essere risanati ed essere resi agibili sul posto e aperti al pubblico senza troppe restrizioni ma con documenti alla mano per ogni visitatore! Ora sono quasi dei vivai, e se non saranno sanati in tempo -e siamo già miserevolmente in ritardo sulla tabella di marcia delle priorità- rimarranno sempiternamente come tali se nessuno interverrà davvero a tutela di questi. Per la serie: "lavare i panni sporchi in casa propria" e non essere sempre il fanalino di coda dell'Europa. E' giusto anche porre l'accento sul fatto che l'Italia non è propriamente la matrigna di questi animali dimenticati da Dio e dall'uomo, ma è l'utero degli stessi, e come tale va doverosamente salvaguardata. I figli debbono SEMPRE rimanere in seno alla loro madre, e non strappati ingloriosamente alla stessa con la promessa di una vita da favola - seppur possibile- e quindi proiettati o catapultati nel buio di una matrigna vera che nulla ha a che vedere con la patria e le origini vere della stessa creatura. L'impegno delle Istituzioni deve assolutamente concentrarsi su questa e gli animali debbono essere sanati in loco. Nessun espatrio, quindi. Vorreste, voi, essere strappati davvero da vostra madre? IO NO, EPPURE CON MIA MADRE AVEVO UN RAPPORTO ESTREMAMENTE CONFLITTUALE. La Patria è nostra madre, come possiamo dimenticarlo? Spostare un essere vivente e senziente da un luogo all'altro, facendogli percorrere centinaia di km senza il suo avallo, il suo parere...e se foste voi al posto suo? Se foste voi quelli incapaci di dire, di esporre il proprio pensiero? Ci avete pensato per un solo momento? Io sì, e libera come il vento avrei lottato per non vivere questa esperienza. Ma nemmeno spostamenti dal Sud al Nord. Tanto di cappello a lei, Meyer e a voi associazioni che ci credete e che state lottando per questo, ma comunque è un dato di fatto la realtà che questi animali non possono per ovvie ragioni dire la loro. Purtroppo io non sono d'accordo e so di essere una goccia nel mare. Per me è impossibile credere che in Madre Patria non si possa risolvere un problema che si protrae da oltre venti anni. Sono stati stanziati dallo Stato fondi esosi al fine di limitare il randagismo, ci si domanda quindi come possa essere sfuggita di mano una situazione tanto drammatica. E poi, per quale ragione ci possiamo arrogare il diritto di estrapolare dal proprio ambiente un animale senza davvero sapere cosa è meglio per questi?
Certo, la vergogna è immensa e concordo con lei, Meyer e sul concetto di un'Italia terzomondista. Tuttavia sovviene una drammatica domanda che va a toccare i canili 'lager' italiani, anche laddove questi sono solo dei canili e basta: perchè dove ci sono testimonianze avvalorate da nomi e cognomi sulle realtà dei nostri canili del Nord, si viene vergognosamente tacciati di appartenenza ad enti o fazioni politiche?
Un piccolo esempio da seguire è la situazione pavese del momento, dove canili come Dogmar e Pandina sono a furor di popolo definiti lager anche se ciò non è vero. Diamine, li ho visitati, li ho visti!!!
Sono canili aperti al pubblico e ci sono un pugno di cani, non di più, ergo controllabilissimi. E' veramente terribile dover accogliere le rimostranze di chi si ostina a definirli dei campi di concentramento per animali alla stregua di troppi altri. Perchè fare di tutte le erbe un fascio? Ma perchè volete che questi canili vengano perpetuamente tacciati come feccia anche se non lo sono? Io ci sono stata, certo, i cani sono nei box, ma c'è qualcuno che li sgamba, e non parlo propriamente di volontari o associazioni. Io ho visto anche privati! Perchè non si vuol credere a testimonianze firmate col proprio nome?
Ma questo non è importante laddove si è voluto vedere marcio, comunque, anche se non c'era ragione di vederlo.
Vi dico una cosa, però, sappiate che un canile è sempre un canile, così un ospedale è sempre un ospedale e un orfanotrofio è sempre un orfanotrofio.
Non si giri la frittata al cittadino comune sul benessere di questi ultimi poichè sono Sindaci, Comuni, Enti e Istituzioni a doverne rispondere.
Questi non adempiono ai doveri in aiuto e soccorso dei gestori stessi? La si faccia pagare a loro, non a dei poveri animali.
Quanti di noi hanno un tetto per ripararsi e quanti vivono per strada, alla stessa stregua dei randagi?
Io dico che sono molti, e per questi ci sono i ricoveri, la carità di molti volontari che si adoperano per non lasciare questi sventurati fratelli in un angolo dimenticato. Questo non può essere possibile per i NOSTRI animali? Davvero?
Non ci credo, e non voglio che sia così.
*** Lei, oltre che seminare dubbi, per questi un milione e seicentomila di disperati, si adopera producendo adozioni, vero?
R:
Sign. Meyer, mi creda, se potessi salverei ben oltre questa cifra di animali! Questa è una domanda un pò provocatoria, ma io non voglio innescare polemica alcuna e le rispondo con tranquillità, secondo il mio metro di giudizio e di azione, in piena limpidità di coscienza, per quanto le potrà risultare scellerata la cosa.
Da quasi quarant'anni, ovvero la mia età, io vivo con animali salvati dalle più assurde situazioni. Non ho conosciuto anno della mia vita in loro assenza. Ho rinunciato praticamente a tutto pur di non far mancare nulla a loro. Non me ne pento, non me ne lamento e lo rifarei fino alla fine dei miei giorni, perchè mi sono resa conto che tra mille amici c'è n'è uno solo davvero sincero: un animale. Ovvietà? Apparentemente le parrà questo, ma io non faccio processi alle intenzioni e non mi erigo a giudice di tutti. Le parlo con il cuore in mano, anche se potranno considerarci 'nemici' per i nostri punti di vista in disaccordo, basando il mio dire con l'esperienza personale. Premesso che al mattino, seppur consapevole dell'approssimarsi di una giornata nefasta, so di poter essere felice perchè il mio cane e i miei gatti mi cercano, e non solo perchè possono aver fame, ho anche cognizione di aver salvato a molti di loro la vita. Non è tanto per dire. Certo, il mio limite è commisurato alla mia disponibilità economica e di spazio, eppure mi ripeto sempre che se almeno la metà dei nostri concittadini facesse lo stesso, saremmo ad un buon punto di civiltà. Do da mangiare a tutti, non solo ai miei animali. Ormai il mio balcone e il mio giardino sono un porto di mare, e ne sono felice. Abitando in campagna e non dovendo litigare con il vicino di casa, faccio del mio spazio quel che più mi si aggrada. Il mio giardino offre ospitalità a tutti gli animali di 'passaggio', che siano questi cani, gatti, galline, polli, anatre. Tutto e tutti.
Mio marito ed io abbiamo fatto la nostra scelta e, oltre che per gli invalidi, ci siamo immolati per la causa animale che sentiamo fino nel midollo. Non ci frega niente delle cene, delle pizze in compagnia, del cinema, delle discoteche. Tutte velleità inutili. Del resto, cosa c'è di più bello che il guardare un film con i propri animali sulle ginocchia e in grembo a fare da compagnia? Niente, almeno non per noi. Noi pensiamo solo a cosa potremmo fare in più per i nostri animali e i nostri ospiti 'di passaggio'. E non solo.
Questo ci rende ricchi, comunque va, comunque vada.
Quando gli animali ci guardano, perfino quando ci graffiano o ci ringhiano nei momenti 'no', sappiamo di aver fatto e di fare tutto quello che è stato e che è nelle nostre possililità per offrire loro una vita dignitosa. Non vogliamo una medaglia, non vogliamo una pacca sulla spalla. Ci basta un micio o un cane che si strofina al nostro passaggio strappandoci i vestiti. Questo è tutto quello che ci serve, che ci offre soddisfazione.
Non possiamo offrire loro il mondo intero, ma sappiamo che fuori del nostro territorio non potremmo garantirne la reale salvaguardia, ergo circoscriviamo le adozioni tra amici e parenti sapendo di fare la cosa giusta. Possiamo controllare il 'dopo'. Sign. Meyer, come privati cittadini non possiamo fare altro, ma quello che operiamo nei nostri limiti arriva dal cuore. Le può bastare?
Non me la sento di parlare solamente a nome mio, non adesso. A questo si aggiungono i nomi di mio marito e di mia sorella che vive con noi.
Una famiglia intera che da sempre si dedica agli animali. Non facciamo le cose in grande, Sign. Meyer. Noi limitiamo le nostre azioni in base a ciò che possiamo offrire concretamente.
Speriamo con questo articolo di aver soddisfatto almeno in parte le sue domande, confidando in un suo impegno in nome di chi voce non ha, rispettando il suo lavoro e il suo punto di vista.
Se non potremmo essere amici, almeno per amore degli animali non possiamo considerarci davvero nemici.
Tiziana Paghini
e
Massimiliano Granata
Gabriella Paghini














































IL COMUNE DI UDINE INCORAGGIA L'ADOZIONE DI CANI ADULTI di cani adulti o bisognosi di cure










COME POTETE VEDERE IL CANE SI TROVA ALLA DOGMAR DOPO I 10 GIORNI DI LEGGE CHE HANNO VISTO L'ANIMALE IN PERMANENZA AL CANILE SANITARIO DI PAVIA.
APPELLI CHE PER GLI 'IINOCENTI' CHE SI ACCOSTANO PER LA PRIMA VOLTA NEL 'FAVOLOSO MONDO DEI VERI ANIMALISTI E NON ANIMALI O ANIMALISTI DELLA DOMENICA COME CI DEFINISCE IL GRUPPO BAIRO NEL SUO SITO, POSSONO APPARIRE UGULI IN TOTO, INNOQUI. A COLPO D'OCCHIO INIZIALE, POTREBBERO, MA NON E' COSI'.
GLI APPELLI FANNO UN MOSTRUOSO E VELOCISSIMO GIRO DEL WEB. VENGONO INSERITI IN SITI CHE RAGGRUPPANO ALTRI ANNUNCI D'OGNI GENERE. NON E' STRANO TROVARE UNO DEI NOSTRI CANI PAVESI CHE HA 'URGENZA ESTREMA DI ADOZIONE' IN SITI CHE, SUCCESSIVAMENTE ALL'ANNUNCIO DEL CANE PERMETTONO A SCAMBISTI, A PERSONAGGI CON POCA DIGNITA' PERSONALE -E NON E' MORALISMO-, DI CERCARE 'STRANI' COMPAGNI PER 'STRANI' GIOCHI SESSUALI.



