13/03/10
GATTI RAPITI. VLADIMIR, JOYNE, CALEDON: IN MEMORY 13 MARZO 2000 - 13 MARZO 2010
Mie sono ( non parlo al passato, loro ci saranno sempre )queste meravigliose creature che oggi avrebbero compiuto dieci anni.
Sono sparite 'misteriosamente' diverso tempo fa, quando ci fu nella nostra zona della provincia di Pavia il feroce sospetto/certezza che la sparizione di decine e decine di gatti di proprietà, ben tenuti e nutriti, quindi non randagi, venissero catturati per raggiungere 'destinazioni sospette'. Inutile dire che questi gatti sarebbero stati destinati ai laboratori per la vivisezione. Questo fatto gravissimo non ha visto l'adesione o la coesione di nessuno di coloro che, come me, sono stati vittime di questa atroce e disumana crudeltà. C'è stata rabbia, indignazione apparente, ma a conti fatti nessuno ha avuto 'la faccia' di recarsi dai carabinieri per sporgere una formale denuncia anche se contro ignoti. Tutti hanno confermato la teoria del rapimento del loro adorato animale, tuttavia nessuno si è fatto avanti per lottare concretamente affinchè la verità prendesse luce. Forse un'azione, anche se collettiva come sarebbe stato doveroso fare, non sarebbe servita a nulla, ma molte sarebbero potute essere le voci del coro, quindi un piccolo risultato si sarebbe potuto ottenere.
Ma si sa, certe persone si vergognano a manifestare i propri sentimenti per la perdita/scomparsa di un animale. Molti se ne fregano, altri sono solo saccenti pieni di chiacchiere buone ma di fatti nulli, molti, come me lo palesano ma spesso sono costretti dalle circostanze a tacere e fingere che va tutto bene anche se rode il fegato, ed altri semplicemente si vergognano di quella che i più considerano un'imperdonabile debolezza. Una debolezza ai limiti della vacuità, poichè in un mondo afflitto da fame, da guerre e da calamità naturali è impensabile preoccuparsi delle altre forme di vita. Forme di vita degne di rispetto in egual modo a quella umana, e se è lecito sottolinearlo, molte volte lo è in maggior misura. Dell'animale non è tipica la vigliaccheria e la nefandezza umana, ergo, semplicemente questo mette quella che i saccenti definiscono 'bestia', decine di gradini più in alto rispetto all'uomo ( anche questi una bestia, e non è tanto per dire).
Con il ricordo di quello che doveva essere il decimo anno di vita di Caledon, Joyne, Vladimir, non solo ho desiderato rendere immortale ancor più il dono della loro seppur breve vita che ha arricchito la mia esistenza, ma porre nuovamente l'accento sull'allarme esponenziale del traffico degli animali per destinazioni non propriamente rosee. A tal riguardo, molto ho scritto in web e, certamente, la mia esperienza personale di vittima secondaria, poichè il reale agnello sacrificale è l'animale rubato alla propria famiglia, alla propria libertà che è diritto di ogni essere vivente e privato della propria vita, diviene una battaglia personale. Una battaglia che combatto e che non mi vede e non mi vedrà mai favorevole a nulla che io non possa constatare con mano. Per capirci, mi può star bene che per cause di forza maggiore ( e con questo intendo DAVVERO di forza maggiore)un animale lasci casa e Patria, ma che questo non diventi un mero pretesto per mostrare a tutto il mondo ciò che non è. Troppi sono gli animali che si perdono ( può tranquillamente succedere) e i legittimi proprietari non vengono informati del loro ritrovamento neppure se regolarmente chippati. Molti sono gli animali rapiti per traffici illegali. Questa drammatica realtà viene segnalata spesso dai telegiornali più importanti. Il paradiso in terra non esiste, questo si sa, e forse non esiste nessun paradiso oltre questa mortale vita, men che meno, una volta cresciuti si crede alle favole. Favole raccontate con tutti i crismi della circostanza, ma mai con una documentazione certa, con una testimonianza nome e cognome. Solo parole, e guai a chi solleva il legittimo dubbio o il disaccordo. Ma il legittimo dubbio, come la libertà di parola, di pensiero, di replica, sono diritti di tutti, non solo dei cantastorie. Forse, come loro stessi vaneggiano nei loro siti web, noi non facciamo nulla per gli animali. Certo, se lo dicono loro è una garanzia, così come è garanzia tutto ciò che proferiscono! Noi facciamo molto, invece! Eccome! Noi facciamo quel tanto che basta per ribellarci anche a nome e per conto di chi non si può difendere e viene caricato su un furgone, sballottato per migliaia di chilometri senza nè cibo nè acqua, e forse per vedere la fine delle sue ignobili e inaccettabili sofferenze di un laboratorio con la morte. Morte che certo non arriva così misericordiosa. Noi facciamo in modo che il decreto Garavaglia, che già molti anni fa aveva avvisato sul pericolo che oggi è oggettività vergognosamente dilagante, diventi ancora attuabile. Noi non abbiamo bisogno di millantatori, di finti buonisti che vestono una divisa come degli scolaretti che non vorremmo ricordare. Noi non abbiamo bisogno di giocare a fare il leader e non vogliamo adepti che ci adorino. Non cerchiamo ricchezze fini a se stesse e non scendiamo a patti con il diavolo, anche se ci porta proposte allettanti o cerca di incenerirci con le sue larve che vorrebbero chiuderci la bocca e legare i polsi. Noi vogliamo e dobbiamo essere uniti per combattere questo orrore che si consuma ogni minuto. Chi lo può fare attivamente è lo Stato, e lo Stato siamo noi, non dimentichiamolo. Noi abbiamo bisogno di fatti, e che questi fatti, tutelando la specie animale, tutelano anche noi. Niente promesse da campagna elettorale, per favore, ne abbiamo davvero le tasche piene. Soprattutto se seguite da azioni che definire discutibile è solo eufemismo. Le leggi ci sono, ci sono da anni e da anni dovevano essere applicate, seguite. Qualcuno ha cercato di battersi per farle rispettare, ma è evidente che qualcuno, all'opposto, aveva interesse a lasciarle morire.
Ecco cosa facciamo noi considerati come i cazzeggiatori da PC: noi riportiamo alla luce verità scomode.
Ripubblico il decreto di Maria Pia Garavaglia, e mi auguro che in molti lo leggano bene. Mi auguro anche che a nessuno capiti di vedersi sottratto un animale così come successe a me. In quel caso, se davvero avete amato il vosto amico a quattro zampe, il dolore della sua scomparsa va a sommarsi con lo strazio di sapere cosa davvero gli è successo. Per questo strappo nel cuore, le belle parole non servono a niente. Servono i fatti, non le baggianate farcite di frutta candita come la casetta delle streghe nelle fiabe.
Tiziana Paghini
MINISTERO DELLA SANITA': MARIA PIA GARAVAGLIA - CIRCOLARE N. 33/93
Ministero della Sanità
N. 600.8/24433/AG./4751
Roma, 12 agosto 1993
Alle Regioni
Assessorati alla sanità
Loro sedi
Alle Provincie Autonome
Assessorati alla sanità
Loro sedi
Al Comando Carabinieri Nas
Roma
Alle Prefetture
Loro sedi
Circolare n. 33
OGGETTO: Esportazione cani randagi.
Continuano a pervenire segnalazioni di affidamenti di cani randagi da parte di canili comunali o intercomunali o privati convenzionati a persone che spesso si presentano sotto l'egida di Associazioni protezionistiche e che invece fungerebbero da intermediari con organizzazioni straniere che nulla hanno a che vedere con la protezione animale.
Si sarebbe infatti instaurato un vasto traffico di cani ma anche di gatti che, prelevati a cifre irrisorie in Italia, verrebbero dirottati e rivenduti a cifre più elevate in Germania, Austria e Svizzera ed anche in altri Paesi per essere destinati alla sperimentazione, vigendo in tali Paesi norme meno restrittive che in Italia.
Si raccomanda pertanto, per quanto di competenza, di attenersi scrupolosamente alla normativa vigente affinché distrazione o buonafede nell'affido degli animali non favoriscano il traffico in argomento.
Si richiede particolarmente che, a norma dell'art. 2 della Legge 281 del 14/8/1991, i cani ospitati presso i canili devono essere tatuati, e non devono essere ceduti prima che sia trascorso il termine di 60 giorni, onde dare modo ai legittimi proprietari di rientrarne in possesso. Occorre quindi registrare i cani riportando numero del tatuaggio, data di ingresso nonché data di uscita e numero progressivo della scheda di affidamento. Inoltre nelle modalità di cessione degli animali, occorre una valutazione attenta relativamente alle garanzie di buon trattamento che i privati devono assicurare o nel caso si tratti di Associazioni protezionistiche relativamente all'affidabilità delle stesse.
Si ritiene che, in attesa di intraprendere più restrittive misure che si dovessero rendere necessarie, all'atto della cessione occorre mettere particolare cura nella compilazione della scheda di affido che deve riportare in modo chiaro gli elementi identificativi del soggetto che viene ceduto (razza, mantello, sesso, età approssimativa e tatuaggio), nonché la dichiarazione sottoscritta dell'affidatario che s'impegna a mantenere l'animale in buone condizioni presso di se e a non cederlo se non previa segnalazione alla U.S.L. competente. L'affidatario deve pertanto fornire l'esatto recapito dove l'animale sarà mantenuto che deve essere riportato sulla scheda assieme agli altri dati (nome, cognome, residenza, telefono, numero del documento di riconoscimento valido e luogo del rilascio); copia delle schede deve essere conservata presso il canile a disposizione per eventuali controlli, unitamente alla fotocopia del documento di identità dell'affidatario.
Sarà opportuno non cedere cani conto terzi ma direttamente all'interessato, valutando le motivazioni della richiesta caso per caso, e limitando, se occorre, il numero dei cani ceduti per persona, come pure non cedere cani in tempi differenti alla stessa persona se non dopo aver accertato o fatto accertare lo stato degli animali precedentemente prelevati. Egualmente con particolare cautela devono essere considerate le richieste che pervengono da parte di persone non residenti o addirittura residenti all'estero.
Si ravvisa l'opportunità di segnalare a questo Ministero, per esperire le necessarie indagini, i casi sospetti soprattutto in relazione a cessioni o a richieste di cessioni ricorrenti nel tempo da parte della stessa persona o dello stesso Ente.
Si sollecita infine, per quelle Regioni che già non lo avessero fatto, l'istituzione dell'anagrafe canina nonché l'adozione di tutti i provvedimenti necessari per razionalizzarne il funzionamento o migliorarne la gestione.
Il Ministro della Sanità
F.to Maria Pia Garavaglia
Sono sparite 'misteriosamente' diverso tempo fa, quando ci fu nella nostra zona della provincia di Pavia il feroce sospetto/certezza che la sparizione di decine e decine di gatti di proprietà, ben tenuti e nutriti, quindi non randagi, venissero catturati per raggiungere 'destinazioni sospette'. Inutile dire che questi gatti sarebbero stati destinati ai laboratori per la vivisezione. Questo fatto gravissimo non ha visto l'adesione o la coesione di nessuno di coloro che, come me, sono stati vittime di questa atroce e disumana crudeltà. C'è stata rabbia, indignazione apparente, ma a conti fatti nessuno ha avuto 'la faccia' di recarsi dai carabinieri per sporgere una formale denuncia anche se contro ignoti. Tutti hanno confermato la teoria del rapimento del loro adorato animale, tuttavia nessuno si è fatto avanti per lottare concretamente affinchè la verità prendesse luce. Forse un'azione, anche se collettiva come sarebbe stato doveroso fare, non sarebbe servita a nulla, ma molte sarebbero potute essere le voci del coro, quindi un piccolo risultato si sarebbe potuto ottenere.
Ma si sa, certe persone si vergognano a manifestare i propri sentimenti per la perdita/scomparsa di un animale. Molti se ne fregano, altri sono solo saccenti pieni di chiacchiere buone ma di fatti nulli, molti, come me lo palesano ma spesso sono costretti dalle circostanze a tacere e fingere che va tutto bene anche se rode il fegato, ed altri semplicemente si vergognano di quella che i più considerano un'imperdonabile debolezza. Una debolezza ai limiti della vacuità, poichè in un mondo afflitto da fame, da guerre e da calamità naturali è impensabile preoccuparsi delle altre forme di vita. Forme di vita degne di rispetto in egual modo a quella umana, e se è lecito sottolinearlo, molte volte lo è in maggior misura. Dell'animale non è tipica la vigliaccheria e la nefandezza umana, ergo, semplicemente questo mette quella che i saccenti definiscono 'bestia', decine di gradini più in alto rispetto all'uomo ( anche questi una bestia, e non è tanto per dire).
Con il ricordo di quello che doveva essere il decimo anno di vita di Caledon, Joyne, Vladimir, non solo ho desiderato rendere immortale ancor più il dono della loro seppur breve vita che ha arricchito la mia esistenza, ma porre nuovamente l'accento sull'allarme esponenziale del traffico degli animali per destinazioni non propriamente rosee. A tal riguardo, molto ho scritto in web e, certamente, la mia esperienza personale di vittima secondaria, poichè il reale agnello sacrificale è l'animale rubato alla propria famiglia, alla propria libertà che è diritto di ogni essere vivente e privato della propria vita, diviene una battaglia personale. Una battaglia che combatto e che non mi vede e non mi vedrà mai favorevole a nulla che io non possa constatare con mano. Per capirci, mi può star bene che per cause di forza maggiore ( e con questo intendo DAVVERO di forza maggiore)un animale lasci casa e Patria, ma che questo non diventi un mero pretesto per mostrare a tutto il mondo ciò che non è. Troppi sono gli animali che si perdono ( può tranquillamente succedere) e i legittimi proprietari non vengono informati del loro ritrovamento neppure se regolarmente chippati. Molti sono gli animali rapiti per traffici illegali. Questa drammatica realtà viene segnalata spesso dai telegiornali più importanti. Il paradiso in terra non esiste, questo si sa, e forse non esiste nessun paradiso oltre questa mortale vita, men che meno, una volta cresciuti si crede alle favole. Favole raccontate con tutti i crismi della circostanza, ma mai con una documentazione certa, con una testimonianza nome e cognome. Solo parole, e guai a chi solleva il legittimo dubbio o il disaccordo. Ma il legittimo dubbio, come la libertà di parola, di pensiero, di replica, sono diritti di tutti, non solo dei cantastorie. Forse, come loro stessi vaneggiano nei loro siti web, noi non facciamo nulla per gli animali. Certo, se lo dicono loro è una garanzia, così come è garanzia tutto ciò che proferiscono! Noi facciamo molto, invece! Eccome! Noi facciamo quel tanto che basta per ribellarci anche a nome e per conto di chi non si può difendere e viene caricato su un furgone, sballottato per migliaia di chilometri senza nè cibo nè acqua, e forse per vedere la fine delle sue ignobili e inaccettabili sofferenze di un laboratorio con la morte. Morte che certo non arriva così misericordiosa. Noi facciamo in modo che il decreto Garavaglia, che già molti anni fa aveva avvisato sul pericolo che oggi è oggettività vergognosamente dilagante, diventi ancora attuabile. Noi non abbiamo bisogno di millantatori, di finti buonisti che vestono una divisa come degli scolaretti che non vorremmo ricordare. Noi non abbiamo bisogno di giocare a fare il leader e non vogliamo adepti che ci adorino. Non cerchiamo ricchezze fini a se stesse e non scendiamo a patti con il diavolo, anche se ci porta proposte allettanti o cerca di incenerirci con le sue larve che vorrebbero chiuderci la bocca e legare i polsi. Noi vogliamo e dobbiamo essere uniti per combattere questo orrore che si consuma ogni minuto. Chi lo può fare attivamente è lo Stato, e lo Stato siamo noi, non dimentichiamolo. Noi abbiamo bisogno di fatti, e che questi fatti, tutelando la specie animale, tutelano anche noi. Niente promesse da campagna elettorale, per favore, ne abbiamo davvero le tasche piene. Soprattutto se seguite da azioni che definire discutibile è solo eufemismo. Le leggi ci sono, ci sono da anni e da anni dovevano essere applicate, seguite. Qualcuno ha cercato di battersi per farle rispettare, ma è evidente che qualcuno, all'opposto, aveva interesse a lasciarle morire.
Ecco cosa facciamo noi considerati come i cazzeggiatori da PC: noi riportiamo alla luce verità scomode.
Ripubblico il decreto di Maria Pia Garavaglia, e mi auguro che in molti lo leggano bene. Mi auguro anche che a nessuno capiti di vedersi sottratto un animale così come successe a me. In quel caso, se davvero avete amato il vosto amico a quattro zampe, il dolore della sua scomparsa va a sommarsi con lo strazio di sapere cosa davvero gli è successo. Per questo strappo nel cuore, le belle parole non servono a niente. Servono i fatti, non le baggianate farcite di frutta candita come la casetta delle streghe nelle fiabe.
Tiziana Paghini
MINISTERO DELLA SANITA': MARIA PIA GARAVAGLIA - CIRCOLARE N. 33/93
Ministero della Sanità
N. 600.8/24433/AG./4751
Roma, 12 agosto 1993
Alle Regioni
Assessorati alla sanità
Loro sedi
Alle Provincie Autonome
Assessorati alla sanità
Loro sedi
Al Comando Carabinieri Nas
Roma
Alle Prefetture
Loro sedi
Circolare n. 33
OGGETTO: Esportazione cani randagi.
Continuano a pervenire segnalazioni di affidamenti di cani randagi da parte di canili comunali o intercomunali o privati convenzionati a persone che spesso si presentano sotto l'egida di Associazioni protezionistiche e che invece fungerebbero da intermediari con organizzazioni straniere che nulla hanno a che vedere con la protezione animale.
Si sarebbe infatti instaurato un vasto traffico di cani ma anche di gatti che, prelevati a cifre irrisorie in Italia, verrebbero dirottati e rivenduti a cifre più elevate in Germania, Austria e Svizzera ed anche in altri Paesi per essere destinati alla sperimentazione, vigendo in tali Paesi norme meno restrittive che in Italia.
Si raccomanda pertanto, per quanto di competenza, di attenersi scrupolosamente alla normativa vigente affinché distrazione o buonafede nell'affido degli animali non favoriscano il traffico in argomento.
Si richiede particolarmente che, a norma dell'art. 2 della Legge 281 del 14/8/1991, i cani ospitati presso i canili devono essere tatuati, e non devono essere ceduti prima che sia trascorso il termine di 60 giorni, onde dare modo ai legittimi proprietari di rientrarne in possesso. Occorre quindi registrare i cani riportando numero del tatuaggio, data di ingresso nonché data di uscita e numero progressivo della scheda di affidamento. Inoltre nelle modalità di cessione degli animali, occorre una valutazione attenta relativamente alle garanzie di buon trattamento che i privati devono assicurare o nel caso si tratti di Associazioni protezionistiche relativamente all'affidabilità delle stesse.
Si ritiene che, in attesa di intraprendere più restrittive misure che si dovessero rendere necessarie, all'atto della cessione occorre mettere particolare cura nella compilazione della scheda di affido che deve riportare in modo chiaro gli elementi identificativi del soggetto che viene ceduto (razza, mantello, sesso, età approssimativa e tatuaggio), nonché la dichiarazione sottoscritta dell'affidatario che s'impegna a mantenere l'animale in buone condizioni presso di se e a non cederlo se non previa segnalazione alla U.S.L. competente. L'affidatario deve pertanto fornire l'esatto recapito dove l'animale sarà mantenuto che deve essere riportato sulla scheda assieme agli altri dati (nome, cognome, residenza, telefono, numero del documento di riconoscimento valido e luogo del rilascio); copia delle schede deve essere conservata presso il canile a disposizione per eventuali controlli, unitamente alla fotocopia del documento di identità dell'affidatario.
Sarà opportuno non cedere cani conto terzi ma direttamente all'interessato, valutando le motivazioni della richiesta caso per caso, e limitando, se occorre, il numero dei cani ceduti per persona, come pure non cedere cani in tempi differenti alla stessa persona se non dopo aver accertato o fatto accertare lo stato degli animali precedentemente prelevati. Egualmente con particolare cautela devono essere considerate le richieste che pervengono da parte di persone non residenti o addirittura residenti all'estero.
Si ravvisa l'opportunità di segnalare a questo Ministero, per esperire le necessarie indagini, i casi sospetti soprattutto in relazione a cessioni o a richieste di cessioni ricorrenti nel tempo da parte della stessa persona o dello stesso Ente.
Si sollecita infine, per quelle Regioni che già non lo avessero fatto, l'istituzione dell'anagrafe canina nonché l'adozione di tutti i provvedimenti necessari per razionalizzarne il funzionamento o migliorarne la gestione.
Il Ministro della Sanità
F.to Maria Pia Garavaglia














































IL COMUNE DI UDINE INCORAGGIA L'ADOZIONE DI CANI ADULTI di cani adulti o bisognosi di cure










COME POTETE VEDERE IL CANE SI TROVA ALLA DOGMAR DOPO I 10 GIORNI DI LEGGE CHE HANNO VISTO L'ANIMALE IN PERMANENZA AL CANILE SANITARIO DI PAVIA.
APPELLI CHE PER GLI 'IINOCENTI' CHE SI ACCOSTANO PER LA PRIMA VOLTA NEL 'FAVOLOSO MONDO DEI VERI ANIMALISTI E NON ANIMALI O ANIMALISTI DELLA DOMENICA COME CI DEFINISCE IL GRUPPO BAIRO NEL SUO SITO, POSSONO APPARIRE UGULI IN TOTO, INNOQUI. A COLPO D'OCCHIO INIZIALE, POTREBBERO, MA NON E' COSI'.
GLI APPELLI FANNO UN MOSTRUOSO E VELOCISSIMO GIRO DEL WEB. VENGONO INSERITI IN SITI CHE RAGGRUPPANO ALTRI ANNUNCI D'OGNI GENERE. NON E' STRANO TROVARE UNO DEI NOSTRI CANI PAVESI CHE HA 'URGENZA ESTREMA DI ADOZIONE' IN SITI CHE, SUCCESSIVAMENTE ALL'ANNUNCIO DEL CANE PERMETTONO A SCAMBISTI, A PERSONAGGI CON POCA DIGNITA' PERSONALE -E NON E' MORALISMO-, DI CERCARE 'STRANI' COMPAGNI PER 'STRANI' GIOCHI SESSUALI.




